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Morte di un giocatore di golf
DI MARIO ROVERE





I gialli di Porter
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Riassunto puntate precedenti
Viene trovato un cadavere sulla tangenziale torinese. Il commissario Bellon e la pm Bellini scoprono che si tratta di Silvano Foggini: il commissario Bonfante di Roma lo conosce come uomo del racket capitalolino. Si scopre poi l'albergo dove Foggini ha passato l'ultimo giorno e l'autore della prenotazione della camera. E' un personaggio enigmatico, ma non ha contatti con il Prete, capo della malavita romana. L'inchiesta passa ai raggi X l'ambiente romano dei giocatori di golf: qualcuno di loro doveva conoscere il Foggini, appassionato di questo sport.

8ª Puntata

Il commissario Bellon ha preso particolarmente a cuore questo caso ed è soddisfatto perché è convinto di aver imboccato la pista giusta per risolverlo. Si siede davanti al magistrato che conduce l'inchiesta e fa il punto dopo gli ultimi fatti.
"Sono convinto che il Prete, o chi per esso, temendo di poter essere minacciato dal Foggini, gli ha teso una trappola servendosi del Villa, colpevole o no, e poi lo abbia fatto sistemare da qualche altro di sua fiducia".
Il magistrato, dottoressa Bellini, condivide e prosegue "Sì, e non sappiamo chi possa essere costui, ma certo un qualcuno a cui il Foggini, raggiunto telefonicamente, non solo non abbia potuto o voluto rifiutarsi di incontrarlo, ma di cui non doveva ovviamente sospettare le intenzioni".
"E' un bel rebus e se anche miracolosamente dovessimo arrivare a lui, ben difficilmente riusciremo poi a risalire al mandante romano, chiunque esso sia, perchè saprà farsi intorno terra bruciata".
"Temo di doverle dare ragione. Da noi talvolta si riescono a colpire i colonnelli, ma i generali mai".
"Stando così le cose, Bellon, cerchiamo di incastrare almeno i colonnelli. Rinterroghi il Villa. Metta sotto pressione usurai e scommettitori ed anche i suoi informatori. Quel Bimbo, ad esempio, non crede che possa avere qualcosa da dirle? E, per finire, è vera o è una balla quello di cui mi han sempre detto che chi comanda non sono i generali, ma i semplici marescialli".
"Sì. Si dice così, specie se sono marescialli furieri, ma non è detto che sia sempre vero. Terrò comunque presente la sua arguta osservazione".

"Badini dobbiamo uscirne da questa situazione. Impegni, se necessario, tutti gli agenti disponibili, ma mi torchi come si deve informatori, spacciatori, usurai e tutta questa brava gente. Mi riconvochi il Villa, a lui ci penso io. In quanto a lei, Moriondo, si faccia una gitarella a Castellamonte e veda se riesce a farsi dire ancora qualcos'altro di interessante".

"Cosa vuole sapere ancora, Commissario. Le ho detto tutto quello che sapevo, di più non posso".
"Non può perchè non sa davvero o perchè ha paura, signor Villa?".
"Paura?. Di che cosa?".
"Dei suoi colleghi".
"Ma quali colleghi?"
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