| 7ª
Puntata |
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"Non
si perda d'animo, mia cara Bellini, dia retta al commissario Bellon.
Stia addosso a quella gente. Non gli dia pace e vedrà che qualcosa
si muoverà".
"Farò senz'altro cosà signor Procuratore. Riferirò al Bellon
che lei condivide la sua idea, ne sarà molto soddisfatto".
"Il Procuratore condivide le mie idee? Questa si che è una novità".
"Sì, ma non dimentichi che non gliele ho dette tutte... Ha parlato
con il Bonfante?".
"Sì. Gli ho detto del Villa e anche lui crede che non ci abbia
mentito. Per conto suo ha continuato a scavare sul Foggini e qualcosa
d'interessante è saltato fuori. Pare che fosse a Roma da cinque
o sei anni, ma solo da poco più di un anno doveva esser cresciuto
di grado all'interno dell'organizzazione che gestiva sia i prestiti
che le scommesse clandestine".
"Forse perchè aveva incominciato a ricattare qualcuno?".
"No. Il Bonfante lo esclude. Quella è gente che non subisce mai...
E poi la storia della possibile foto, sarebbe avvenuta dopo...
No, il Foggini sarebbe cresciuto per le sue capacità che il Prete,
da uomo intelligente, quale certamente è, deve aver apprezzato.
In questa sua nuova veste di gregario di primo piano deve aver
avuto la curiosità e la possibilità di saperne di più, forse troppo,
sul Prete, che, resosene conto, avrebbe reagito".
"Ipotesi accettabile, ma solo ipotesi".
"Sì, ma con qualche riscontro.
"Quale?".
"Il Badini e la Moriondo sono riusciti a sapere che negli anni
in cui il Foggini ha vissuto a Torino, e uscì dal Ferrante Aporti,
inizialmente rigò diritto lavorando, prima da un benzinaio, poi
in un supermarket e, nei giorni festivi o di riposo, dava una
mano al caddy master del Golf Stupinigi, tanto per guadagnare
qualcosa in più".
"Cosa sarebbe questo caddy master?".
"L'addetto alla pulizia ed al rimessaggio delle mazze e delle
sacche da golf dei soci del club".
"Ma
non mi aveva detto che anche in quel Club nessuno lo aveva riconosciuto?".
"Sì, ma aveva 20 anni di meno e poi non era nè un socio,
nè un giocatore. Anche se proprio in quel periodo, pare,
si sia innamorato del golf e, quando c'era un po' di calma, deve
aver incominciato a tirare qualche pallina sul campo pratica,
tant'è che un maestro, che lavorava da una vita in quel Club,
ha detto di ricordarsi benissimo di quel giovanotto e di avergli
dato anche qualche lezione. Secondo lui era molto portato, ma
poi se ne andò e di lui non seppero più nulla".
"E dopo, dov'è finito?".
"Non si sa, ma qualche anno dopo riappare a Castellamonte, dove
lavorava da un ceramista. Poi, proprio a Castellamonte nacque
un nuovo campo da golf ed il nostro pare abbia dato una mano nell'eseguire
i lavori e poi, nei primi tempi di vita del Club - prima che venisse
omologato dalla Federazione - vi fece da caddy master, riprendendo
anche a giocare e, a detta della signora Reisoli, una notabile
del posto, artefice del nuovo campo, molto bene. Di lui, i soci
del campo hanno il ricordo di un giovanotto gentile, socievole
e ben educato, tant'è che quando tornò a Torino, abbandonando
il suo nuovo lavoro, spiacque a tutti. Per un po' di lui non seppero
più nulla, poi, un giorno, riappare per partecipare ad una gara,
ma era molto cambiato, sia nel modo di vestire che di comportarsi.
Sempre socievole, ma molto più sicuro. Disse che aveva trovato
un buon lavoro che presto lo avrebbe portato nella capitale. E
questo è quanto. Di più non sono riusciti a sapere".
"Mi pare abbiano fatto un buon lavoro, da cui si potrebbe dedurre
che, sin tanto che lavorò a Castellamonte abbia rigato diritto,
poi, tornato a Torino...".
"Forse che per guadagnare di più si sia lasciato irretire da qualche
malavitoso".
"Magari per essere economicamente alla pari con gli altri giocatori
di golf".
"Sta a vedere che se è diventato un delinquente è colpa del golf.
Lo dirà al dottor Stivani?".
"Sia serio Bellon. Cercavo solo di farmi un'idea del come, questo
giovanotto gentile e ben educato, che, dopo un errore giovanile
scontato al riformatorio, aveva saputo rigar diritto per un bel
po', si sia poi fatto invischiare in un giro del genere".
"Probabilmente avrà incontrato qualche ex compagno del Ferrante
Aporti che, a differenza di lui, non abbia rigato diritto, riportando
sul piano economico risultati assai più consistenti di lui, tanto
da convincerlo a dargli una mano, fatto della cui pericolosità,
inizialmente il Foggini può anche non essersi reso conto, ma poi...
sa come vanno le cose".
"Certo, una ciliegia tira l'altra e lui è in gamba. Ci sa fare.
Viene notato e lo fanno andare a Roma dove lo mettono alla prova
per un po' e poi...".
"Se è così allora dobbiamo ammettere che, Prete o non Prete, tutte
le varie aggregazioni malavitose sono tra loro collegate ed hanno
un vertice che le dirige, probabilmente da Roma ladrona, come
direbbe il Bossi, dove qualche insospettabile personaggio tira
le fila di tutto e ovviamente non ha grandi scrupoli nel garantirsi
la sua posizione".
OTTAVA
PUNTATA
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