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Riassunto
puntate precedenti
Un cadavere viene trovato sul ciglio della tangenziale torinese.
Il commissario Bellon, e il p.m. dottoressa Bellini scoprono
che si tratta di Silvano Foggini, figura di spicco del racket
di Roma, e ospite, in gioventù, del carcere minorile
di Torino. Le indagini portano a inviduare sia l'albergo dove
l'uomo assassinato ha trascorso l'ultimo giorno, sia l'autore
della prenotazione della camera. Questi, interrogato, sembra
collaborare con il commissario ma afferma di non essere in
stretto contatto con il Prete, capo della malavita romana.
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| 7ª
Puntata |
Il
commissario Bellon e la dottoressa Bellini approfittano di una
pausa per fare un punto informale sullo stato delle indagini e
scambiarsi opinioni su Villa, l'uomo che ha organizzato la trasferta
a Torino del Foggini.
"Sono d'accordo con lei dottoressa, qualcuno deve aver istruito
il Villa, oppure quel che ci ha detto è vero e si son serviti
di lui solo per attirare il Foggini a Torino".
"Ma allora sarebbe vero che il Villa ha conosciuto il Foggini
al mare e con lui avrebbe voluto mettere su delle scommesse sul
golf...".
"Sì. Il Foggini potrebbe averne parlato, a suo tempo, con il Prete
ed il Prete se ne è servito per tendergli la trappola. Se le cose
stanno così bisognerebbe sapere chi diavolo gli ha telefonato
al Cambio".
"Purtroppo non abbiamo il telefonino del Foggini, ma deve trattarsi
di qualcuno che lui conosceva benissimo, se no non sarebbe corso
da lui... E' davvero un bel casino".
"Posso?" lo interruppe il Badini socchiudendo la porta.
"Venga, venga Badini. Ha rintracciato il taxi?".
"Sì, ma credo ci possa servir poco. Si è fatto portare a Porta
Susa. E' sceso davanti alla stazione. Cosa abbia fatto poi, il
taxista non lo sa".
"Non ha notato nulla di strano, che so io, era agitato o nervoso?".
"No. Gliel'ho chiesto, dottoressa, non ha notato nulla. Pare abbia
detto solo - A Porta Susa, presto - e nient'altro".
"Grazie, Badini. Adesso prenda un po' di fiato. Io, quasi quasi,
chiamerei il Bonfante".
"A quest'ora lo troverà a casa?".
"Penso di sì, dottoressa. Se no lo chiamerò più tardi, anzi forse
è meglio. I romani, in genere, cenano tardi".
"Io intanto andrò a parlarne con il mio capo. No, non tema, Bellon,
non gli accennerò niente, relativamente al suo Prete, se no chissà
quante me ne direbbe. Ci sentiremo domani".
"Mi dica, dottoressa, come procede il suo caso?".
"Purtroppo siamo ad un punto morto. Sappiamo chi è il morto. Si
tratta di un certo personaggio del giro dell'usura e delle scommesse
che sarebbe venuto a Torino da Roma per estendere quest'ultima
attività anche al gioco del golf, ma non abbiamo ancora scoperto
nè chi lo ha ucciso, nè perchè. Stiamo indagando, ma, in quell'ambiente,
c'è molta omertà".
"Avrà pestato i piedi a qualcuno".
"E' probabile, ma non sappiamo a chi".
"E il commissario Bellon, che così spesso collabora con lei, del
caso cosa ne pensa?".
"E' dell'idea che dobbiamo insistere, rendendo la vita difficile
a quei signori, in modo che qualcuno si decida a parlare e dirci
qualcosa di utile".
"Credo che abbia ragione, dobbiamo evitare che si innesti una
lotta tra bande come se fossimo in una città del meridione, perchè,
a questo omicidio, potrebbe seguirne, per vendetta, un altro e
poi un altro... Immagino che abbiate esteso la vostra indagine
anche a Roma".
"Certo. Il commissario Bonfante del Tuscolano ha perquisito l'alloggio
dove da oltre un anno abitava il nostro uomo, ma non ha trovato
nulla, se non la conferma di quanto noi si sapeva già, cioè l'usura
e le scommesse".
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