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Morte di un giocatore di golf
DI MARIO ROVERE





I gialli di Porter
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Riassunto puntate precedenti
Un cadavere viene trovato sul ciglio della tangenziale torinese. Il commissario Bellon, e il p.m. dottoressa Bellini scoprono che si tratta di Silvano Foggini, figura di spicco del racket di Roma, e ospite, in gioventù, del carcere minorile di Torino. Le indagini portano a inviduare sia l'albergo dove l'uomo assassinato ha trascorso l'ultimo giorno, sia l'autore della prenotazione della camera. Questi, interrogato, sembra collaborare con il commissario ma afferma di non essere in stretto contatto con il Prete, capo della malavita romana.

7ª Puntata

Il commissario Bellon e la dottoressa Bellini approfittano di una pausa per fare un punto informale sullo stato delle indagini e scambiarsi opinioni su Villa, l'uomo che ha organizzato la trasferta a Torino del Foggini.
"Sono d'accordo con lei dottoressa, qualcuno deve aver istruito il Villa, oppure quel che ci ha detto è vero e si son serviti di lui solo per attirare il Foggini a Torino".
"Ma allora sarebbe vero che il Villa ha conosciuto il Foggini al mare e con lui avrebbe voluto mettere su delle scommesse sul golf...".
"Sì. Il Foggini potrebbe averne parlato, a suo tempo, con il Prete ed il Prete se ne è servito per tendergli la trappola. Se le cose stanno così bisognerebbe sapere chi diavolo gli ha telefonato al Cambio".
"Purtroppo non abbiamo il telefonino del Foggini, ma deve trattarsi di qualcuno che lui conosceva benissimo, se no non sarebbe corso da lui... E' davvero un bel casino".
"Posso?" lo interruppe il Badini socchiudendo la porta.
"Venga, venga Badini. Ha rintracciato il taxi?".
"Sì, ma credo ci possa servir poco. Si è fatto portare a Porta Susa. E' sceso davanti alla stazione. Cosa abbia fatto poi, il taxista non lo sa".
"Non ha notato nulla di strano, che so io, era agitato o nervoso?".
"No. Gliel'ho chiesto, dottoressa, non ha notato nulla. Pare abbia detto solo - A Porta Susa, presto - e nient'altro".
"Grazie, Badini. Adesso prenda un po' di fiato. Io, quasi quasi, chiamerei il Bonfante".
"A quest'ora lo troverà a casa?".
"Penso di sì, dottoressa. Se no lo chiamerò più tardi, anzi forse è meglio. I romani, in genere, cenano tardi".
"Io intanto andrò a parlarne con il mio capo. No, non tema, Bellon, non gli accennerò niente, relativamente al suo Prete, se no chissà quante me ne direbbe. Ci sentiremo domani".

"Mi dica, dottoressa, come procede il suo caso?".
"Purtroppo siamo ad un punto morto. Sappiamo chi è il morto. Si tratta di un certo personaggio del giro dell'usura e delle scommesse che sarebbe venuto a Torino da Roma per estendere quest'ultima attività anche al gioco del golf, ma non abbiamo ancora scoperto nè chi lo ha ucciso, nè perchè. Stiamo indagando, ma, in quell'ambiente, c'è molta omertà"
.
"Avrà pestato i piedi a qualcuno".
"E' probabile, ma non sappiamo a chi".
"E il commissario Bellon, che così spesso collabora con lei, del caso cosa ne pensa?".
"E' dell'idea che dobbiamo insistere, rendendo la vita difficile a quei signori, in modo che qualcuno si decida a parlare e dirci qualcosa di utile".
"Credo che abbia ragione, dobbiamo evitare che si innesti una lotta tra bande come se fossimo in una città del meridione, perchè, a questo omicidio, potrebbe seguirne, per vendetta, un altro e poi un altro... Immagino che abbiate esteso la vostra indagine anche a Roma".
"Certo. Il commissario Bonfante del Tuscolano ha perquisito l'alloggio dove da oltre un anno abitava il nostro uomo, ma non ha trovato nulla, se non la conferma di quanto noi si sapeva già, cioè l'usura e le scommesse".




 
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