| 6ª
Puntata |
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"Sì.
Cosa c'è di male?".
"E poi è stato ancora lei a ritirare i suoi bagagli e a saldare
il conto?".
"Sì. Ha dovuto ripartire in gran fretta e mi ha pregato di farlo.
Ci si deve rivedere tra pochi giorni e regoleremo il tutto".
"Lei conosce bene il signor Foggini?. Come mai è venuto a Torino?".
"Posso sapere perchè mi fa queste domande. Il Foggini lo conosco
da molti anni e abbiamo degli affari insieme, ma cosa volete sapere
esattamente?".
"Di che affari si tratta?".
"No. Se non vi spiegate, non vedo perchè dovrei raccontarvi i
fatti miei".
"Per il semplice fatto che il signor Foggini non è mai partito".
"Non è partito?".
"No. Non è partito".
"Ma se quando l'ho lasciato, ha preso un taxi per andarsene allo
aeroporto".
"Forse, per strada, ha cambiato idea".
"E adesso dov'è?".
"All'obitorio".
"All'obitorio? Volete dire che è morto?".
"Morto, ammazzato".
"Non posso crederci. Cosa è stato? Una rapina?".
"No. Direi di no. Prima è stato a cena e poi…".
"E io cosa c'entro? Per quanto ne so, per me sarebbe a Roma e
lo avrei rivisto, qua a Torino, tra un paio di giorni, come vi
ho già detto".
"Incominci col dirci che affari aveva con lei e perchè è venuto
a Torino".
"E va bene. Tanto prima o poi lo verrete a sapere. Mi occupo di
scommesse. Ho conosciuto il Foggini quest'estate a Forte dei Marmi.
Lui era un giocatore di golf. lo lo vedo solo qualche volta in
tv. Attorno girano un bel po' di soldi. Allora gli ho chiesto
se si fosse potuto farci sopra delle scommesse. La cosa lo ha
interessato. Mi ha detto che ci avrebbe pensato. La settimana
scorsa mi ha telefonato dicendomi che mi voleva parlare. Gli ho
detto che gli avrei prenotato una camera in albergo e così ho
fatto. La mattina dopo il suo arrivo ci siamo visti. Siamo andati
a mangiare insieme ed abbiamo discusso su quello che lui aveva
pensato si potesse fare relativamente alle scommesse sul golf.
La cosa mi interessava molto, ma lo chiamarono sul suo telefonino
e dopo lui mi disse che doveva ripartire subito. Ci saremmo rivisti
tra pochi giorni. Mi pregò di regolare l'albergo e di ritirare
la sua roba, poi fece chiamare un taxi e ci salutammo. E questo
è tutto".
"Non sa chi gli abbia telefonato e perchè dovesse ripartire subito?".
"No, non mi ha detto nulla e io non ho chiesto nulla. Non ero
con lui in rapporti tali da...".
"Va bene, signor Villa. Sbaglio o lei collabora con il Mannoia?".
"Vedo che siete ben informati su di me. Sì, lavoro anche con il
Mannoia, ma saltuariamente".
"E dove avete mangiato con il Foggini?".
"Al Cambio. Lui non era tipo da pizzeria".
"Il taxi lo ha chiamato lei con il telefonino o lo ha fatto chiamare?".
"Lo ha fatto chiamare. Non mi credete? Forse al Cambio si ricorderanno
qualcosa".
"Controlleremo. Comunque non sapevo che si potesse scommettere
anche sul golf".
"In America lo fanno e come. Da noi sarebbe stata una novità".
"Per ora basta così, ma resti a nostra disposizione. Penso che
avremo bisogno ancora di lei".
"A vostra disposizione, commissario, ma possibilmente ad un'ora
più decente".
"Badini accompagni a casa il signor Villa e si faccia consegnare
quello che ha ritirato al Concord del signor Foggini".
"Lei crede a quanto le ha detto il signor Villa?".
"Ci potrei anche credere, ma se dietro c'è il Prete, allora è
tutta una storia che il Villa si era preparata nel caso fossimo
arrivati a lui. Comunque, per ora, è meglio che pensi di averci
fatti fessi. Il Badini sta cercando di rintracciare il taxi, sempre
che almeno questo punto del racconto del Villa sia vero. Un fatto
comunque mi sembra certo".
"E sarebbe?".
"Che il Villa è stato soltanto un trait d'union. Il Foggini si
è visto dopo con il suo assassino, e il Villa, forse, anzi, quasi
certamente, sa chi è".
SETTIMA
PUNTATA
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