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Morte di un giocatore di golf
DI MARIO ROVERE





I gialli di Porter
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4ª Puntata

"Che non eran neppure un appassionato, di foto. Gli piacevano le donne, quelle un po' in carne, specialmente. Ne abbiamo individuate un paio, non ci han detto nulla di interessante. Non aveva amici. Solo un sacco di conoscenti che di lui sanno poco o nulla, se non che era un tipo simpatico, distinto e a mezzi...".
"E quelli con cui stipulava contratti?".
"Ne abbiamo trovati tre. Dicono che ispirava fiducia. Era un gentile. Ti presentava la cosa in modo convincente. I guai venivano dopo se non rispettavi gli impegni. Ma lui non lo si vedeva più".
"Come lo collega con il Prete, solo per via del racket?".
"No, non solo. Questo lardo è una meraviglia. Anche il fatto che il suo appartamento è stato così diligentemente ripulito, mi dice che, dietro, ci deve essere qualcuno che conta".
"Non han lasciato nulla?".
"Sino ad un certo punto sono stati di una accuratezza incredibile, poi, forse, hanno trovato quello che cercavano e allora sono stati, per il resto, un po' più sommari, tant'è che in una valigia, apparentemente vuota, chiusa in un armadio, abbiamo trovato la macchina fotografica di cui ci aveva parlato il condomino, vuota, naturalmente. Un gran bell'apparecchio, con un ottimo teleobiettivo...".
"Lei pensa che cercassero delle foto?".
"Penso proprio di sì e chissà che non ce ne fosse una anche del Prete".
"Se fosse così, potrebbe anche essere il movente dell'omicidio".
"Ma bravo Bellon. Supponiamo che, non so come, il Foggini sia riuscito a fotografare il Prete e poi lo abbia ricattato o intendesse farlo e il Prete ne sia venuto, in qualche modo, a conoscenza o, forse meglio, lo abbia sospettato. Con qualche scusa lo manda a Torino ad incontrare qualcuno. In sua assenza fa perquisire il suo alloggio. Trovano la foto e lui ordina ai suoi compari torinesi di farlo fuori".
"Sì, potrebbe essere andata così. Dovremo cercare i riscontri".
"Certo. Io mi darò da fare a Roma, lei lo faccia qua. Per parlarmi mi chiami a casa, questo è il mio numero. Io farò lo stesso, mi dia il suo".
"Tenga, ma secondo lei come può essere finito nel giro un tipo come il Foggini?".
"Da ragazzo subì un arresto per uno scippo e fini al Ferrante Aporti di Torino, dove allora abitava. Lì dove aver fatto delle conoscenze...".
"Al riformatorio? Dalle impronte sembrava un incensurato".
"Quelle dei minori, se, una volta rilasciati, rigano diritto, non rimangono negli archivi".
"Così lui deve aver rigato diritto, almeno per un po'".
"Ritengo di sì. Poi il Prete però deve aver avuto bisogno di qualcuno a Torino e lo avrà fatto contattare per una qualche quisquilia, ma ben retribuita, tanto per metterlo alla prova. Il nostro, che doveva esser tutt'altro che un cretino, avrà superato l'esame e così avrà avuto altri incarichi, condotti sempre in modo estremamente soddisfacente, tanto che, non essendo più utile a Torino, il Prete può aver deciso di farlo venire a Roma, affidandogli quell'incarico che praticava abitualmente".
"A Torino potrebbe avere dei parenti".
"Forse sì. Ma con loro potrebbe aver rotto i ponti, perlomeno da quando si è trasferito a Roma. Non abbiamo trovato traccia di suoi contatti con Torino".
"Mi sembra già di sentire cosa ci diranno. Ipotesi interessante, ma senza riscontri e senza prove".
" E non li troveremo mai, se qualcuno dovesse informare il Prete dei nostri sospetti".
"Lei pensa che abbia, tra di noi, degli informatori?".
"Non lo penso, ma lo temo. Agrigento docet".
"Starò attento, ma del mio pm posso fidarmi ciecamente e così di almeno un paio dei miei collaboratori da sempre. Da solo potrei fare ben poco. Di loro so di potermi fidare. Anche lei, a Roma, potrà contare su qualcuno o no?".
"Sì, guai se così non fosse".
"Ma se per una sua possibile foto, il Prete ha messo in moto tutto sto marchingegno, adesso, con quelli che potrebbero averla ritrovata, cosa diavolo farà?".
"I casi sono almeno due: o sono elementi di cui può fidarsi ciecamente o troverà il modo di farli fuori anche loro".
"A va tut bin?" - li interruppe l'oste.
"Ci porti il conto e due caffè" - rispose il Bellon, che proseguì rivolto al Bonfante - "Spero lei abbia un buon ricordo di questa nostra Piola. Per il suo volo abbiamo ancora un po' di tempo. Se non le dispiace, vorrei ricapitolare".

QUINTA PUNTATA
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