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Morte di un giocatore di golf
DI MARIO ROVERE





I gialli di Porter
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Riassunto puntate precedenti
Il cadavere di un uomo di media statura, sui quarant'anni viene trovato sul ciglio della tangenziale torinese. Le indagini condotte a ritmo serrato dal navigato commissario Bellon, dal magistrato inquirente dottoressa Bellini e dai loro rispettivi staff hanno portato all'identificazione del cadavere trovato sulla tangenziale torinese. Si tratta di Silvano Foggini di Roma. A coadiuvare gli inquirenti torinesi, e ad aiutarli a far luce sulle cause e per cercare di risalire agli autori dell'omicidio, dalla Capitale arriva il commissario Bonfante…

4ª Puntata

"Quindi, ci risiamo. Si tratta del Prete? Ma anche del Foggini, o sbaglio?".
"No, caro Bellon. Come le ho detto ieri per telefono, a casa del suo Foggini non abbiamo trovato nulla. Era stata accuratamente ripulita. Il che mi ha insospettito. Poi quella storia sul fotografo professionista non stava in piedi. Nel mondo dei paparazzi nessuno lo conosceva e allora ho risentito quel condomino a cui il Foggini avrebbe dichiarato di esserlo. Mi ha confermato la sua dichiarazione. Mi son dato da fare con i nostri informatori ed è emerso che il Foggini aveva a che fare con il racket. E chi controlla il racket a Roma?".
"Il Prete".
"Esattamente. Ma su questo punto i nostri informatori han perso l'uso della parola. Esattamente come l'altra volta"".

"Le va bene questo localino?".
"Direi di sì. Mi sembra la classica trattoria di campagna".
"In effetti lo è".
"Cosa ca pijo ij sgnor?" - chiese con un caldo accento torinese, dopo averli fatti sedere ad un tavolino, un po' appartato, con tovaglia a quadretti bianchi e rossi e sedie impagliate, l'oste panciuto, avvoltolato in un grembiulone immacolato.
"Ci chiede cosa vogliamo mangiare" - tradusse il Bellon.
"Lo avevo immaginato. Faccia lei, Bellon".
"Ok. Due fettine di lardo, dei tajarin al burro e salvia e, se l'avete, un po' di fritto misto. Le va bene?".
"Come no" - rispose il Bonfante, accendendosi una Marlboro.
"E da beive?".
"Na buta éd Dossèt, anzi no, un buon Barbaresco".
"Va bin. Con 'l lard 'd Arnaz, doi sciolot e'n pòch 'd salam?".
"Va bin. Ca fasa chiel".
"Veniamo a noi, Bonfante. Dunque il Foggini era un esattore. A dire il vero, non me lo vedo tanto in questi panni".
"Ha ragione, Bellon. Ma lui non era uno di quelli che, per farsi pagare, usano, nel migliore dei casi, le mani. No, lui era di quelli che stipulano i contratti. Gli esattori sono altri. Manovalanza".
"Quindi il Foggini non era un semplice picciotto".
"No. Tant'è che poteva permettersi un alloggetto ammobiliato con gusto, da oltre un milione al mese, una BMW e giocare a golf all'Olgiata. Per inciso, abitava da diversi anni a Roma, ma era un Torinese".
"Ne sono veramente onorato. Cosa altro ha saputo di lui?".




 
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