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Storia
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Vinovo
è molto antico come luogo abitato, in quanto risale ai primi
secoli dell'Era Cristiana; tale affermazione è suffragata da
diversi ritrovamenti di tombe di epoca romana-barbarica (circa
V-VI secolo d.C.). I documenti più antichi depositati negli
Archivi risalgono all'XI secolo ed in particolare un atto notarile
datato 1040 riporta che Oldorico e Giuditta dei Marchesi Romagnano
donarono alcuni beni in Vinovo all'Abbazia di San Silano di
Romagnano. In detto documento Vinovo è indireffentemente nominato
Vicus Novus e Vigonovum. Il 4 Febbrio del 1268 Alberto di Romagnano
faceva divisione Paireto e Alberto Della Rovere ed il loro nipote
Antoniotto, dei beni tenuti in comune a Vinovo; si affacciò
quindi sulla scena del paese la famiglia Della Rovere che già
dal 1086 possedeva beni nel territorio. Nel 1402, con 3 atti
notarili (conservati nell'Archivio dell'Oridine Mauriziano di
Torino), i Conti Della Rovere e la Comunità di Vinovo si impeganrono
vicendevolmente nel costruire il perimetro delle mura del ricetto
e, su due lati d'esso, la bealera del Mulino.
A metà del secolo XV, ingrandendosi Vinovo, la popolazione sentì
il bisogno di avere la Chiesa Parrocchiale nel centro del Paese
invece che in periferia.
Nel 1775 iniziò a Vinovo l'attività della fabbricazione di maioliche
e porcellane.
In quest'ultimo secolo, Vinovo aumentò la popolazione passando
dai 2.500 abitanti del 1940 ai 3.000 del 1961, fino agli attuali
14.000. |
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