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Storia
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E' sicura
l'interpretazione che si rifà al tardo latino pecia, "pezza
di terreno", ossia sezione di suddivisione particellare operata
sul territorio del villaggio. Pecetto viene così a significare
"insieme di pezze".
La
fondazione ufficiale di Pecetto risale al XIII secolo, più precisamente
tra il 1224 e il 1227, quando gli abitanti di Covacium (odierna
Valle S. Pietro) diventando cittadini Chieresi a tutti gli effetti,
manifestarono contemporaneamente la volontà di spostare la loro
residenza nella zona dove esisteva una torre costruita dai chieresi
a difesa del territorio e una chiesa che già fungeva da parrocchia
(S. Maria di Pecetto). Da quel momento la storia del paese e'
stata sempre indissolubilmente legata a quella di Chieri. Nel
1363, dopo aver battuto il potente marchese del Monferrato,
Amedeo di Savoia ricevette dai chieresi con atto solenne la
signoria delle loro terre, compreso Pecetto. Il definitivo passaggio
sotto il dominio sabaudo si ebbe due secoli dopo con la pace
di Cateau Cambresis (1559). Durante la rivoluzione francese
anche Pecetto ebbe il suo albero della libertà e il suo periodo
di "terrore". Spaventati per gli eccessi rivoluzionari i frati
del convento dell'Eremo dei Camaldolesi si diedero alla fuga.
Con l'arrivo del esercito austro-russo nel 1799 i pecettesi
furono costretti a ricevere anche il sedicente generale Branda
Luciani capo di una banda di contadini antirivoluzionari. Giunto
il 30 giu. dello stesso anno con 30 uomini a cavallo e altri
20 a piedi, ordinò alloggio e vettovaglie per sè e il suo seguito.
Dopo aver radunato 400 giovani della collina torinese partì
per Carmagnola. |
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