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Storia
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Il nome primitivo era Pancherade, Pancarae, poi Pancalarium,
Pancalieri.
Questi luoghi venivano invasi dai Liguri-Vagenni che ne furono
i primi abitanti, e poi dai Galli che vi avrebbero fabbricati
i primi forti o castelli; subirono l'influenza di Roma, poiché
nell'agro Pancalierese si trovano antiche armature Romane
e monete coll'effigie di Diocleziano, Gallieno, Aureliano,
Antonio e Valeriano imperatori.
In Pancalieri una via èancora detta Romana e una regione
chiamata "Justitie" luogo dove forse si amministrava
la giustizia.
Pancalieri rimase compreso nella contea di Torino, compresa
in quella di Susa, che si estendeva da Sestrières e
Moncenisio fino a Curte Dulfia ossia Brandizzo.
Giacomo d'Acaia, signore del Piemonte in lotta col Marchese
di Saluzzo, nel 1364 venne personalmente a mettere assedio
a Pancalieri.
I Marchesi di Monferrato e di Saluzzo, in lotta con Giacomo
d'Acaia avevano occupato alcune terre in Piemonte fra cui
Lombriaso, Cavallermaggiore, Levaldigi ecc... e avevano conseguito
la superiorità sui luoghi di Pancalieri e Polonghera.
Fra Antonio Provana Cavaliere di Rodi e suo cugino, signori
di Pancalieri, rimasero fedeli a Tommaso di Saluzzo nelle
differenze che questi ebbe con Ludovico d'Acaia. Anzi ricorsero
al signore di Milano perchè mandasse a loro aiuti in
danno del Principe d'Acaia.
Nel 1854 infierì in Pancalieri il "cholera morbus"
menando una considerevole strage. Si ripeté dal Luglio
al Settembre 1884 mietendo una cinquantina di xsone. Al lazzaretto
di Pancalieri si distinsero nell'assistenza ai colerosi le
Suore Giuseppine e i Sacerdoti della Parrocchia.
(Dott.
Berlenda, op.cit.)
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Monumenti
storici
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La
Cappella del SS. Nome di Maria |
| Era
situata presso l'abitato ed era di proprietà del Monastero
delle Clarisse. Aveva un altare di mattoni con sopra un dipinto
della Madonna. Il Cappellano del Monastero vi celebrava la Messa
il 12 Settembre. |
La
Cappellania della Beata Vergine della Pietà |
| Venne
eretta per testamento del Signor Magno Valente della Marmora
il 7 Maggio 1697. Aveva un altare di mattoni con la mensa di
legno. Nel 1708 era cappellano Don Giovanni Battista Manchio
di Villafranca provvisto da Mons. Michele Vibò Arcivescovo
di Torino con obbligo di celebrarvi la Messa ogni venerdì. |
San
Rocco |
Il
5 Gennaio 1613 una certa Maria, venne trovata morta nella Cappella
di S.Rocco e fu sepolta nel cimitero di San Nicolao. Questa
notizia si legge nei Registri Parrocchiali è la prima
che si ha di detta Cappella. Nel 1668 aveva la volta e i muri
bianchi, l'altare inmattoni con predella e icone del Santo.
Era chiusa con cancelli di legno, con davanti il vestibolo coperto
di tegole.
Nel 1769 non si fa più menzione del vestibolo e dei cancelli
di legno, segno che era già stata restaurata nella forma
attuale. Provvedevano due massari eletti dal Pievano; si cantava
la messa e impartiva benedizione del giorno di San Rocco. |
La
Chiesetta di Castel Rainero |
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Veniva
riedificata insieme con il castello, distrutto dai francesi
nel 1706, sulle rovine dell'antica, da Antonio Turinetto,
signore del luogo e dedicata all'immacolata e ai Santi Carlo
e Grato.
Era ufficiata da un cappellano pagato in parte dal feudatario
e in parte dai borghigiani. L'ultimo cappellano fu Don Giovanni
Croce di Virle morto a Collegno alcuni anni or sono.
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Santa
Maria del Possu' o Possuto |
| Sorge
ad un miglio circa dall'abitato. Ha innanzi un atrio in mattoni
aperto solo davanti. Era provvista di tutto il necessario per
la celebrazione della S. Messa. Due massari nominati dal Pievano
provvedevano alla celebrazione della festa nella Domenica fra
l'ottava della Natività di Maria. |
San
Sebastiano |
Era
una piccola cappella decente, ben arricciata, con pavimento
a mattonelle, chiusa sa una porta di legno di pero, con un atrio
innanzi aperto da tutte le parti, con due finestre con le grate
di legno e sorgeva verso Villafranca, dove ora sorge il pilone
dedicato allo stesso santo. Aveva un altare di mattoni di San
Sebastiano; era di proprietà del Municipio.
Si ha di essa notizia fin dal 1668. L'ultimo sacerdote che vi
celebrò messa fu Don Ignazio Canavera. |
Chiesa
dell'Ospizio |
| Sorge
con la fondazione del medesimo circa l'anno 1885 per opera del
Pievano Can. Giovanni Boccardo. In questi anni venne abbellita
la facciata. Presso il presbiterio riposa la salma del Fondatore
e accanto della Fondatrice. |
Sant'Anna |
| Cappella
situata appena fuori dall'abitato con altare in mattoni, aderente
il muro con sopra il dipinto di S.Anna. Si ha memoria di essa
nella Visita Pastorale del 1769. Vi si canta la Messa nel giorno
della festa. |
Priorato
di S. Giovanni Battista della Motta |
Veniva
eretto il 2 Giugno 1639 in regione Motta con diritto di patronato
del Fondatore. Lo possedeva nel 1769 Giov. Battista Raimondo
auditore della Regia Caera e ne era Rettore Giov. Agostino Poggio
di Torino immasso nel beneficio da Mons. Rotario nel 1753 e
confermato dalconte Cancellario; il Rettore soddisfaceva ai
suoi oneri per mezzo di Don Giorgio Burghesi di Mondovì,
maestro municipale del luogo.
La cappella ben tenuta nei suoi edifici con l'altare in mattoni
aderente il muro, con l'icone di S. Giov.Battista e provvista
di tutto il necessario per le sacre funzioni.Si celebrava la
Messa in tutte le feste di precetto con la recita, dopo la Messa,
del De Profundis in suffragio dell'anima del fondatore e dei
suoi defunti.
Una lapide marmorea fissa nel muro laterale ne fa memoria. |
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