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Storia
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Le
prime notizie di un certo rilievo risalgono al 1500; prima
di tale data il territorio era feudo di Moncalieri. Nel
1559, il Duca di Savoia concesse il territorio di Nichelino
in feudo alla Famiglia degli Ussel (Occelli), erigendolo,
successivamente, a Contea nel 1564. Il 22 Giugno 1694,
Re Vittorio Amedeo II dichiarò Nicolino (Nichelino) e
zone limitrofe, territorio unico e staccato da Moncalieri.
Nasceva così il "Feudo di Nichelino", assegnato, per diecimila
ducati d'argento, al Conte Niccolò Manfredi Occelli, con
diritto all'uso di armi, sigilli e relativo titolo nobiliare.
Nel 1706 Torino fu assediata dai francesi; Nichelino inviò
in aiuto ai Savoia, uomini e mezzi; il territorio fu invaso
dal nemico, gli abitanti abbandonarono le case ed implorarono
l'aiuto di San Matteo per respingere l'assedio (21 Settembre
1706). Placatasi i venti di guerra, gli Occelli, in cambio
della fedeltà mostrata, ottennero il diritto di nominare
i Sindaci. Niccolò Manfredi Occelli morì nel 1742; suo
filgio Giacomo Luigi si disinteressò del territorio nichelinese
e spostò la residenza della famiglia sulla collina moncalierese.
Fu nella seconda metà del '700, con gli "Ordinati" (le
delibere di oggi), che Nichelino subì la prima vera trasformazione:
furono organizzate le pattuglie di vigilanza sull'ordine
pubblico (fece scalpore l'arresto del noto bandito Brando),
venne edificata una nuova chiesa, fu regolata la distribuzione
dell'acqua e si istituì un servizio di assistenza per
i meno abbienti.
Alla fine del '700, fallito l'armistizio di Cherasco (1796),
Nichelino, come tutto il resto del Piemonte, finì nelle
mani dei Francesi. La nuova situazione determinò la costituzione
della Guardia Nazionale, l'adozione del sistema metrico
decimale, l'abolizione degli ordini religiosi e del calendario
repubblicano. Il francese divenne la lingua ufficiale.
Con il ritorno del Re (1814) e la conseguente abrogazione
delle leggi francesi, Nichelino vide, nel 1824, l'insediamento
della prima stazione dei Carabinieri (l'arma era stata
istituita il 13 Luglio 1814 da Re Vittorio Emanuele I).
Nell'ottocento Nichelino risentì profondamente dei notevoli
cambiamenti politici, sociali ed economici che caratterizzarono
il secolo. |
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Monumenti
storici
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La
Reale Palazzina di Caccia di Stupinigi |
Aggregata
al territorio comunale di Nichelino il 1° Gennaio 1869, la frazione
di Stupinigi è sede della famosissima Reale Palazzina di Caccia:
lo splendido gioiello architettonico, progettato da Filippo
Juvarra nel 1729, che fu residenza estiva dei Savoia. Esempio
unico del periodo di massimo splendore del "Barocco", la Palazzina
trascende dalla sua valenza territoriale, in quanto è meta dei
principali itinerari regionali, viene visitata anche da comitive
provenienti dall'estero ed ospita, da anni, mostre di rilevanza
internazionale e di notevole richiamo. La La Reale Palazzina
di Caccia è stata nominata dall' UNESCO, nel 1998, Patrimonio
dell'Umanità. Il Parco della Palazzina, che ha un'estensione
quasi pari a quella del Comune di Nichelino, è frequentato da
gitani, fa parte del percorso ciclabile provinciale ed ha ospitato
tutta l'edizione 1996 del noto programma televisivo "Giochi
Senza Frontiere". |
Chiesa
della SS. Trinità |
| Chiesa
settecentesca, opera del Prunotto, di scuola juvarriana. |
Palazzo
Ottocentesco |
| Sede
del Comune. |
Borgo
Vecchio |
| Con
il Castello dei Conti Occelli, dimora signorile realizzata tra
il Seicento ed il Settecento su edificio preesistente. |
Castelvecchio
di Stupinigi |
| Antica
residenza dei marchesi Pallavicino, preesitente al succitato
complesso della Reale Palazzina di Caccia. |
Cascinale
della Vernea |
| Insediamento
agricolo del Settecento, con al centro il caratteristico deificio
"padronale", appartenuto ai Conti Ugolino ed ai Conti Rasini
di Montegliengo. |
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