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Storia
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origini del nome Moncalieri sono incerte: alcuni storici ritengono
che derivi da Montis Caleri o Mont Scaleri, altri propendono
per Monte dei Cavalieri; altri infine sostengono che derivi
da quello della famiglia romana De Caleris. Anche se non suffragata
da documenti probanti, la prima ipotesi è quella che ha maggiori
fondamenta. È invece certo che il borgo di Moncalieri (l'odierno
centro storico) è nato nel 1228 da un gruppo di abitanti di
Testona, attuale borgata moncalierese. Questi cercarono riparo
nella parte più alta del territorio per sfuggire all'assalto
dei chieresi, che assunsero il controllo di quest'area per la
sua importante posizione geografica. Nel minuscolo borgo i testonesi
trovarono un nucleo di frati, con i quali si integrarono rapidamente.
Una trentina d'anni dopo Moncalieri, al termine di una lunga
stagione di ostilità, lascia il Marchesato di Asti per passare
sotto il protettorato dei Savoia. Viene stabilito che il torrente
Sangone delimiti i confini tra Moncalieri e Torino. Per tutti
gli anni a venire, sino ai giorni nostri, i destini politici
ed economici, e le mutazioni storiche e sociali delle due città
sono fortemente connesse e in parecchie occasioni sono arrivate
persino a fondersi. Sino al secolo scorso, oltre alla vicinanza
geografica, l'anello di congiunzione più forte tra le due città
è stato Casa Savoia, che in diverse occasioni ha scritto pagine
storiche decisive nel castello di Moncalieri, che soprattutto
nel XVIII secolo ospitava i membri della casa reale per tutto
il periodo estivo, per via del clima salubre della città e per
le qualità salutistiche delle acque. Gli eventi di maggior portata
avvenuti all'interno del castello moncalierese sono stati: l'arresto,
nel 1731, del re Vittorio Amedeo II, che un anno dopo morì nello
stesso maniero e la firma dell'importante Proclama di Moncalieri,
nel 1849. Questo atto rappresentò uno dei momenti di maggior
tensione costituzionale, della crisi che colpì il Regno di Sardegna
dopo la sconfitta subita pochi mesi prima a Novara da parte
delle truppe austriache. Con il Proclama di Moncalieri le innovative
aperture "popolari" dello Statuto Albertino, subirono una profonda
revisione e il ruolo del Parlamento subì delle limitazioni.
Un altro elemento fondamentale per i destini di Moncalieri è
sempre stato il Po, costituendo spesso una risorsa e in qualche
occasione un problema, con le sue periodiche alluvioni, l'ultima
delle quali si è verificata nell'ottobre del 2000, procurando
centinaia di miliardi di danni alle abitazioni, alle aziende,
alle strutture pubbliche e facendo vivere giornate di paura
a decine di migliaia di abitanti. Nei secoli passati il grande
fiume, insieme alle Porte Navina (a nord) e Piacentina (a sud)
e alla collina ad est, rappresentò uno dei sistemi più efficaci
di difesa della città. Per concludere una curiosità storica:
la prima autentica linea ferroviaria italiana fu la Moncalieri-Torino,
che fu inaugurata il 28 settembre 1848; appena cinque anni dopo
le due città piemontesi si crearono un nuovo sbocco sul mare
con l'ultimazione della linea di collegamento con Genova. Si
tratta di un primato di cui Moncalieri va giustamente fiera,
anche perché rappresentò un'autentica rivoluzione nel sistema
delle comunicazioni tra le persone e del trasporto delle merci.
Da quella prima tratta prese infatti il via tutto il sistema
ferroviario italiano. |
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Monumenti
storici
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Castello
reale |
Il
simbolo di Moncalieri è il castello reale che dalla sua posizione
dominante sovrasta l'intera città. Anche se le prime pietre
di questa struttura furono posate alcuni secoli prima, si può
datare la sua nascita nel XV secolo grazie ad Amedeo IX, o più
precisamente alla consorte Jolanda di Valois, che ne fece una
autentica residenza reale, con quattro grandi torri (due delle
quali troneggiano ancora adesso). Semidistrutto nel secolo successivo,
fu recuperato da Carlo Emanuele I e successivamente ampliato
da Vittorio Amedeo III. Attualmente il castello reale appartiene
all'Arma dei Carabinieri e ospita il I Battaglione Piemonte.
Gli appartamenti reali sono stati sottoposti ad importanti lavori
da parte della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Culturali
e in diversi periodi dell'anno vengono aperti al pubblico. |
Collegiata
Santa Maria della Scala |
La
chiesa principale della città, sia per il valore artistico-architettonico
che per la funzione religiosa è la Collegiata S. Maria della
Scala. Costruita tra la seconda metà del Duecento e il primo
Trecento, con il concorso di tutti, in primo luogo del Vescovo
Tedisio che nel 1318 donava 100 lire viennesi. Edificio tra
i più antichi e architettonicamente pregiati del Piemonte, la
chiesa ha una strana pianta a riecheggio romanico-gotico, a
tre navate con absidi terminali. La quarta navata risulta quale
inserimento successivo di cappelle cimiteriali, nel '400. Delle
tre absidi, solo quella a destra e parzialmente, è ancora esistente:
quella centrale fu demolita nel 1749 per far posto al ricco
coro ligneo di squisita fattura scultorea del Barocco piemontese.
La terza abside a sinistra venne demolita per dar luogo alla
cappella gentilizia tardo gotica, della famiglia dei Lingotti,
feudatari dell'epoca. Nei secoli la Collegiata è stata sottoposta
ad ampliamenti, rifacimenti e restauri. Radicale è stato l'intervento
effettuato nel 1844, quando fu edificata la grande cappella
dedicata al S.S. Sacramento e che ospita una statua del Canonica
dedicata alla principessa Maria Clotilde di Savoia Napoleone.
Il restauro più significativo dei tempi moderni, è stato effettuato
negli anni '60 ed è servito a riportare Santa Maria della Scala
alla forma originaria Recentemente sono stati effettuati importanti
lavori di sistemazione delle cappelle a lato dell'abside: una
detta dei Lingotto, ospita l'urna d'argento contenente le reliquie
del patrono di Moncalieri, Beato Bernardo di Baden; l'altra
detta della Sindone per un affresco raffigurante il sacro lenzuolo
dipinto sulla volta. Nella Collegiata Santa Maria della Scala
sono conservate importanti opere d'arte e si trova uno straordinario
organo, perfettamente funzionante, che i musicisti considerano
uno degli strumenti più validi tra quelli esistenti in Piemonte.
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Arco
di Borgo Navile |
Nel
1200 Moncalieri era cinta di mura, con alcune porte che si aprivano
al suono dell'Ave Maria del mattino e si chiudevano allo stesso
suono alla sera. Delle tre porte presenti nel Medio Evo, l'unico
riferimento rimasto intatto è quello di Porta Navina, che si
apre su piazza Caduti per la Libertà che caratterizza Borgo
Navile. A questa porta era collegato un ponte levatoio che scavalcava
il fossato detto Naviglio o Navile derivato dal Po. Oggi l'Arco
si presenta con quattro archi due per ciascun lato dell'orologio.
Nella parte centrale c'è un altorilievo che rappresenta Vittorio
Emanuele II che consegna il celebre Proclama a Massimo d'Azeglio
e ai suoi Ministri. Ai due lati dell'Arco si possono ammirare
due lapidi: in una, dettata dal teologo Marocco, si ricorda
la costruzione di Moncalieri dopo l'eccidio di Testona e l'aiuto
portato dai milanesi; nell'altra lapide è ricordata la ricostruzione
della porta avvenuta nel 1560, al ritorno di Emanuele Filiberto. |
Il
Real Collegio Carlo Alberto |
La
facciata neoclassica chiude via Carlo Alberto, preceduta a
d. dall'oratorio della confraternita del Gesù (1619, con campanile
del 1786) a impianto centrale, reinventato nell'interno da
Michele Antonio Milocco con scorci prospettici e dilatazioni
scenografiche. Il collegio fu fondato nel 1835 da re Carlo
Alberto per i giovani nobili, al fine di assicurare la fedeltà
alla Corona. Collocato nel convento francescano, ricostruito
nel 1731, fu ridisegnato per la nuova destinazione, qualificando
lo spazio di rappresentanza come esplicita componente di rango
e di convenienza sociale. L'atrio, la galleria dei ritratti,
i saloni di ricevimento, i grandi scaloni celebrano in scala
aulica il modello educativo.
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Piazza
Vittorio Emanuele II |
All'imbocco
di via Colombo, via Matteotti diverge a sin. e procede, piegando
a d. nella salita di via S. Martino, fino alla piazza. Lo
spazio è qualificato dal gioco variato in affaccio di palazzi,
case, chiese e portici a terrazzo, a unificare diverse realtà
storiche. S. Maria della Scala. Posta al fondo di piazza Vittorio
Emanuele II, la sua fondazione (1230) è legata al passaggio
della sede canonicale da Testona a Moncalieri. Iniziata con
donazioni del vescovo di Torino (1318), fu compiuta nel 1330
sui modelli del gotico lombardo. Il portale è del tardo
seicento, la balaustra d'ingresso risale ai rifacimenti della
metà dell'1800.
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Palazzo
di Città |
Ricostruito
nel 1787 in asse alla strada che conduceva ai mulini del Po
. Chiesa di S. Francesco, sul sito della precedente, fondata
nel sec. XIII e demolita nel 1788 il progetto di Filippo Castelli
imposta la facciata in mattoni a vista, classica e severa, con
un doppio ordine di lesene, che inquadrano il grande portale
e, all'interno, una navata, con cappelle laterali. Sul fianco
a valle, lungo via Carlo Alberto, s'innalza presso l'abside
il campanile trecentesco in mattoni, con bifore, coronato da
piramide ottagonale e quattro pinnacoli. |
Chiesa
e campanile di Santa Maria di Testona |
La
tradizione vuole che sia la seconda chiesa di tutto il mondo
cattolico eretta nell'anno 160 d.c.,per concessione del Pontefice
Pio I. Di particolarmente originale, sotto l'aspetto architettonico,
si conserva il campanile romanico che s'innalza a sinistra della
facciata. E' alto circa 27 metri con base quadrata. E' realizzato
con mattoni di origine romana. Dopo varie vicende che videro
passare questa chiesa sotto i monaci Cistercensi, i frati Capuccini
ed infine trasformata come scuola agraria, nel 1884 la Chiesa
divenne Parrocchia Chi è interessato a visitarla la incontra
percorrendo la strada comunale precollinare, che collega il
centro di Moncalieri con la frazione collinare di Revigliasco.
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