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Torino Anni di piombo di Oliva

Pagine recenti e controverse della storia del nostro territorio vengono rivisitate da Gianni Oliva, storico e preside del Majorana, nel suo ultimo libro “Torino anni di piombo”, uscito proprio in questi giorni. Il volume compie un viaggio negli anni che vanno dal 1973 al 1982 ed analizza i maggiori fatti di contrapposizione sociale che si sono verificati in quel decennio. Si affronta poi il duplice fenomeno dell’estremismo “rosso” e dell’estremismo “nero” con i suoi vari risvolti e considerazioni sul sempre dibattuto fenomeno della violenza difensiva e sulla sua legittimità. L’autore, seguendo la cronaca dei fatti, parla delle Brigate Rosse, con i sequestri di Bruno Labate ed Ettore Amerio; quindi ricorda la stagione di Renato Curcio e Alberto Franceschini, sino al loro arresto e alla morte di Mara Cagol ad Acqui Terme. Altra pagina dolorosa fu quella dell’incendio del bar “Angelo Azzurro” di via Po dell’ottobre 1977. Da quel giorno per tutto l’anno successivo ci fu una striscia di attentati e di assassini che portarono alla morte del maresciallo Berardi, della guardia carceraria Cutugno e di un capo officina, Piero Coggiola ed ultimno in ordine di termpo quella del vicedirettore de La Stampa Carlo Casalegno. In risposta a questi ed altri attentati ci fu una reazione in alcune zone di Torino, eclatante quella di piazza Stampalia. L’ultimo capitolo l’autore lo riserva all’offensiva scatenata dallo Stato a partire dalla primavera del 1979, che portarono all’arresto di Patrizio Peci e di Roberto Sandalo e alla nascita del fenomeno del pentitismo
(05/12/2017)










 
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