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Estate, crescono gli abbandoni
In cerca di adozione 150 cani ed una trentina di gatti

 





 


MONCALIERI - L’estate è sempre sinonimo di abbandono di animali domestici. Un fenomeno tanto odioso quanto ancora molto diffuso. Una pratica crudele che non sembra conoscere battute d’arresto, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione che si fanno ogni anno per contrastarla. Si ripresenta, puntuale, di pari passo con le vacanze. I responsabili del canile moncalierese di corso Savona lanciano l’allarme: “quest’anno si è addirittura registrato un deciso incremento degli abbandoni, al quale si aggiunge anche un drastico calo delle adozioni, probabilmente dovuto alla crisi che c’é in giro. Attualmente nella nostra struttura sono presenti circa 150 cani e una trentina di gatti, tutti trovatelli. E a differenza degli altri anni ci sono tantissimi cuccioli. Purtroppo, il numero è destinato a salire di giorno in giorno”. Tra i tanti randagi raccolti per la strada e ospitati presso il canile c’é anche Asia, splendida meticcia di circa 8 mesi d’età, dal manto bianco e nero e con un occhio azzurro e uno marrone. ”E’ dolcissima ma molto spaventata - dicono i volontari - ha passato un intero mese da randagia, vagando per le campagne, e non è stato facile prenderla. Ma dopo vari appostamenti ci siamo risuciti e adesso aspetta di venire adottata da una nuova famiglia”. Non dimentichiamo, però, che adottare un cane non è un gioco ma un impegno serio, che deve durare per tutta la vita dell’animale, il quale instaura con i suoi padroni un legame affettivo e una dipendenza di cui non potrà più fare a meno. E bisogna tenere in conto che il cucciolo che ci aveva tanto intenerito non rimane tale per sempre: cresce e diventa sempre più ingombrante, impegnativo: deve uscire a correre e a fare i bisogni, ogni tanto si ammala e dev’essere curato, ma soprattutto, quando arrivano le ferie, può diventare un problema trovargli una sistemazione. Sono ancora in molti, purtroppo, a decidere che la soluzione migliore sia quella di disfarsene in un attimo, abbandonandolo per la strada, al suo destino. Un destino che per lui significa morte sicura, di fame, di sete, oppure investito da un’auto. Spesso, infatti, l’ex padrone lo scarica in autostrada, per impedire un possibile ritorno a casa. Chi è troppo duro di cuore da non ritenere crudele un tale gesto, rifletta almeno sul fatto che questo può causare un incidente stradale, mettendo a repentaglio altre vite umane. Non basta condannare chi abbandona il proprio amico a quattrozampe, per mettere fine a questo fenomeno, che sfocia nel randagismo e ha un notevole impatto sulla salute pubblica e sul bilancio economico del nostro paese, è necessario impegnarsi in maniera concreta. Anche denunciando alle forze dell’ordine gli episodi di abbandono o maltrattamento dei quali si viene a conoscenza.





 
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