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«Ospedale pronto in 5 anni»
Oggi la mobilità passiva costa all’Asl 105 milioni.

 





 


MONCALIERI - Cinque anni per vedere finito e funzionante il nuovo ospedale. E’ questo il cronoprogramma che fa bella mostra di se alla mostra «I percorsi della salute» inagurata giovedì alla Limone per presentare lo studio di fattibilità redatto dallo studio Binini, approvato a dicembre dalla regione e dall’assemblea dei sindaci dell’Asl, ed avere suggerimenti dalla cittadinanza su come dovrà essere la cittadella della salute di Moncalieri. Mostra che resterà nel foyer sino al 10 febbraio, poi si sposterà al distretto di Nichelino in vista dell’incontro in programma il giorno di San Valentino al Centro Grosa, a cui parteciperà Mercedes Bresso. Cinque anni di speranza: 2011 posa della prima pietra, 2015 conclusione dei lavori. Tempi che dipendono dalle prossime scelte della Regione, che dovrà in primis trovare i 335 milioni necessari, di cui 190 per la realizzazione del nosocomio da 300 posti in zona Carpice, 35 milioni per il centro della salute di Nichelino ed il resto per migliorare infrastrutture e viabilità. Obiettivo primario: diminuire la fuga di malati verso Torino. “Attualmente - spiega il direttore generale dell’Asl To5 Giovanni Caruso - la mobilità passiva ha un costo per l’azienda di 105 milioni su un bilancio di 450 milioni. Con il nuovo ospedale l’obiettivo è di recuperare almeno 35-40 milioni di euro all’anno”. Nel foyer della Limone è possibile analizzare attraverso i vari pannelli il percorso affrontato sino ad oggi ed anche come potrebbe essere il futuro ospedale. “In Europa il tempo medio per costruire un ospedale è di circa 7 anni, al momento siamo nei tempi. Questa mostra ha l’obiettivo di illustrare cosa vogliamo fare, ma anche capire che cosa la gente si aspetta. E le osservazioni che avremo saranno tenute in considerazione nelle fasi successive”. “Stiamo per realizzare un sogno - dice il sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone - per avere un nuovo ospedale, che grazie al limitrofo centro della salute sarà ancor di più vicino alle esigenze del territorio”. Poi si sofferma sui tempi. “Mi auguro che in Regione ci sarà la stessa serietà dimostrata sino ad ora. Non sappiamo chi vincerà le elezioni, ma chiunque sia deve portare avanti il progetto”. Il direttore regionale della sanità Vittorio Demicheli ha spiegato in poche parole il ruolo che dovrà avere. “Dovrà essere una struttura in rete, anche in considerazione che il patto della salute appena sottoscritto eliminerà oltre un migliaio di posti letto in Piemonte. Un ospedale che non avrà le eccellenze delle Molinette ma che eviterà a molti di andarci”. I cittadini nel questionario sono chiamati a dire la loro su come dovrà essere il futuro ospedale, se dovrà avere spazi commerciali e l’asilo nido, su quali specialità dovranno essere insediate, se dovrà continuare a chiamarsi Santa Croce o in un altro modo, ed infine quale destinazione dare all’attuale nosocomio: servizi sempre a carattere sanitario-sociale, abitazioni ed uffici, area commerciale o altro. Un sogno su cui le imminenti elezioni, regionali e comunali, potrebbero giocare un ruolo determinante.





 
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